| Essere libero |
|
|
La libertà, è il più bel dono fatto da Dio all'uomo, quello per cui ha pagato il più alto Prezzo: le sofferenze e la morte del Figlio Suo. Con l'amore e per l'amore, Dio vuole l'uomo autenticamente libero. La maggior parte degli uomini, si crede libera perchè può dire: « faccio ciò che voglio»; cioè: non ho le manette ai polsi, nessuna costrizione fisica mi trattiene, posso soddisfare tutti i miei impulsi, i miei istinti, niente e nessuno me lo impedisce. Questa «libertà » è quella dell'animale selvaggio ma non quella dell'uomo, e ancor meno del figlio di Dio. Anche se tu sei costretto in un letto, completamente paralizzato, anche se sei prigioniero nel fondo di una cella, se tu lo vuoi, puoi rimanere libero, perchè la tua libertà dì uomo non sì trova al livello del tuo corpo, ma al livello del tuo spirito. A meno che non ti si riduca allo stato incosciente - ma allora il tuo comportamento non sarà più umano - nulla e nessuno ti può togliere la libertà, perchè nulla e nessuno può imprigionare il tuo spirito. Sei tu, e tu soltanto, che con la complicità degli altri e delle cose, limiti la tua libertà. Se vuoi essere libero, devi batterti contro te stesso, devi conquistare la « tua » libertà. Se dici: non è colpa mia, è il mio carattere, non posso farne a meno, ho torto ma non cederò, non mi riesce di lavorare, sogno sempre. E' più forte di me! perchè la penso così? Io dicono tutti! quello là, non lo posso soffrire, non volevo farlo; ho resistito inutilmente... non sei libero, ma schiavo. Schiavo di te, del tuo passato, del tuo ambiente, delle cose ecc. Non sarai umanamente libero fino a quando non avrai costruito in te l'uomo in piedì, subordinando al tuo spirito il tuo corpo, la sensibilità, la immaginazione. La barca non è libera di scivolare sull'acqua se anche una sola corda la trattiene alla sponda. Il pallone frenato non potrà librarsi se un sol cavo lo trattiene ancora al suolo. Tu non sei «liberato » fintanto che rimani ancora vincolato ad una sola cosa, o ad una sola persona, con un attaccamento incontrollato. Non sono le cose che si attaccano a te, sei tu che ti attacchi alle cose. Ti abbandoni ad esse come uno schiavo. Quanto più avrai: ninnoli sul tuo scaffale, «affari» nel tuo ufficio, biancheria nel tuo armadio, dischi nei tuoi album, « cavalli » alla tua macchina, denaro nel tuo portafoglio... tanto più ti sarà difficile essere libero, perchè più numerose saranno le occasioni di essere « incatenato ». Distaccarti, è renderti libero. Essere libero non significa essere indifferente. E' più che normale che tu possa gustare, sentire, provare, che tu gioisca dinnanzi alle cose e agli uomini, ma è necessario che tutte le attrattive, i godimenti e le sofferenze non confondano la tua ragione nella scelta della strada, non costringano la tua volontà nella decisione di seguirla. A che servono le tue agili gambe se non sai dove dirigere i tuoi passi? A che serve il tuo materiale se non sai quale casa costruire? A che servono le tue ricchezze d'amore se non sai a chi donarle? A che ti servono le vittorie sulle tue tare ereditarie, sul tuo subcosciente, sul tuo inconscio, sulle tue abitudini, sulle tue inibizioni intime ed esterne; a che serve la padronanza di te stesso, le tue disponibilità, la tua completa libertà se non sai orientare questa tua libertà conquistata? Se ti senti libero per qualsiasi cosa, non sei veramente libero ma condannato all'indecisione, all'instabilità, all'angoscia. La vera libertà è la possibilità che tu hai, una volta distaccato e padrone di te, di scegliere e di seguire sempre senza errori e senza Passi falsi, la strada del BENE Se vuoi essere autenticamente libero, devi riconoscere il Piano di Dio sul Mondo, il desiderio infinito del Padre su di te; quando ti sarai raccolto, concentrato, reso disponibile, dovrai aderirvi liberamente con un sì d'amore, che è un sì di sposalizio con Gesti Cristo. Se fai la volontà del tuo istinto, hai la « libertà » dell'animale. Se fai la volontà della tua sensibilità, della tua immaginazione, del tuo spirito, del tuo orgoglio, del tuo egoismo..., hai la libertà dell'uomo vulnerato e impoverito dal peccato. Se fai la volontà di Dio, hai la libertà dell'uomo divinizzato, la libertà del figlio di Dio. Il valore della tua libertà aumenta con il valore della volontà alla quale aderisci. Il tuo potere di adesione alla Volontà del Padre dà la misura del tuo grado di libertà. Le caricature della libertà: indipendenza, possibilità di soddisfare tutti gli istinti, i desideri o i capricci, sono intralciate dall'obbedienza. La vera libertà, si realizza nell'obbedienza di Dio, tramite la Chiesa, i superiori, il dovere quotidiano, gli avvenimenti. L'autentica obbedienza presuppone la vera libertà, ma la vera libertà si nutre di obbedienza. Se tu sei autenticamente libero, nel Cristo, nulla potrà più fermarti, poichè la vera libertà ti permette di fare tuoi gli impedimenti legittimi, ma anche di trasformare quelli ingiustificati e gli ostacoli inevitabili in altrettanti mezzi per raggiungere il tuo FINE. Mantenendosi obbediente fino alla morte, Gesù Cristo ha conquistato per te la vera libertà. Morendo con Lui al peccato, ti libererai dalla schiavitù e risusciterai con Lui alla Vita Libera. Col Battesimo hai ricevuto il germe della libertà. Col sacramento della Penitenza, che ti immerge nuovamente nella grazia battesimale, ritrovi la libertà. Sarai definitivamente libero, quando nell'amore ti sarai definitivamente unito con il tuo Lìberatore.
|
![]() Domenica 27 Maggio 2007 Domenica 5 settembre il santo Padre Giovanni Paolo II a Loreto, in occasione del Convegno nazionale, ha presieduto la beatificazione di tre testimoni dellAzione Cattolica: Alberto Marvelli, lingegnere di Dio, Pina Suriano la ragazza siciliana fondatrice delle figlie di Maria e don Perres Tarrés, sacerdote spagnolo assistente di AC e dellapostolato operaio. Alberto Marvelli nacque a Ferrara il 21.3.1918, nel 1930 seguì la famiglia a Rimini, nel 1941 si laureò in ingegneria e fu... Leggi tutto... |
||