| Gesù |
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Se rechi ingiuria a un fanciullo, se lo provochi con villanie, se lo
percuoti, ma poi gli mostri e offri un fiore, una rosa o qualche cosa
di simile, egli dimentica subito l'offesa, depone l'ira e corre ad
abbracciarti.
Similmente se hai offeso il Cristo peccando mortalmente, o gli hai
inflitto qualche ingiuria, se gli offrirai il fiore del pentimento, la
rosa di una confessione piena di lacrime, che sono il sangue
dell'anima, egli, il Cristo, non ricorda più la tua offesa, ti perdona
la colpa e corre ad abbracciarti.
O povertà! O umiltà! Il Signore di tutto è di tutti è avvolto in poveri pannicelli!
Il Re degli angeli viene adagiato in una stalla! Arrossisci, o insaziabile avarizia!
Vergognati, o umana superbià! Maria avvolse in poveri panni il corpicino di Gesù: Pannis eum involvit.
Mai l'uomo può comprendere meglio la sua dignità quanto specchiandosi nella croce.
La quale d'altra parte, ti mostra come tu debba debellare la tua
superbia, mortificare la lussuria della tua carne, pregare il Padre per
i tuoi persecutori e raccomandare il tuo spirito nelle sue mani... Ma
tu non credi alla tua vita, la quale dice: Chi crede in me non perirà, ma avrà la vita eterna.
Vedere e credere sono la stessa cosa: quanto credi, tanto vedi.
Credi dunque, con fede viva, alla tua Vita, perchè possa vivere con lui, Vita, nei secoli eterni.
Dalla prevaricazione di Adamo all'avvento di Cristo non esisteva che il vuoto, ande Geremia:
Guardai la terra ed era tutta vuota: Non esisteva che il nulla.
Erano gioirni di dolori e d'infermità per cui nel Salmo è detto: Tutto l'universo era infermo.
Erano anni di maledizione, come si legge nella genesi: Sia maledetta la terra nel tuo lavoro.
Ma oggi è giunto il tempo che la Vergine partorisce suo figlio,
e della pienezza di questo giorno siamo fatti tutti partecipi, com'è
detto nel Salmo: Siamo ripieni dei beni della tua casa.
Gloria a te, o Vergine beata, perchè oggi, nella bontà della tua casa,
cioè del tuo seno, siamo stati ripieni noi che prima eravamo vuoti; noi
che prima eravamo infermi, siamo sani; prima maledetti, ora siamo
benedetti.
E' proprio vero quanto si legge nel Cantico dei Cantici: Ciò che si parte da te è Paradiso.
Seguiamo, dunque, il Cristo, portando la nostra croce con giubilo. Egli c'invita a seguirlo: Chi vuol venire dietro a me prenda la sua croce e mi segua.
Cristo, morendo sul calvario, fu come un vaso di alabastro pieno di
balsamo che , spezzandosi, riempì tutto il mondo di deliziose
fragranze.
Lo seguano, dunque, i suoi discepoli, corrano i crfistiani dietro l'odore del crocifisso.
Nome dolce, nome dilettevole, nome che conforta il peccatore, di santa speranza per tutti.
Giubilo nel cuore, melodia nellorecchio, miele in bocca.
Di questo nome esultante, si legge nel cantico dei cantici: Sparso olio è il tuo nome
Nome, dunque, santo e glorioso, di Gesù che noi invochiamo.
Non vè altro nome - dice Pietro sotto il cielo nel quale noi possiam esser salvi
Guardaci dunque Padre, perché per noi è morto il tuo Figlio Gesù Cristo: noi siamo stati la causa della sua morte.
Nel suo nome, dunque, comegli ci ha comandato, ti preghiamo che ci doni te, perché, senza di te non si può essere.
Onde Agostino: Se vuoi, o Dio, che io mi allontani da te, dammi un altro te.
O dolce Gesù! Chi più dolce di te?
La tua memoria è dolce più del miele e ogni altra cosa: Nome di dolcezza, nome di salvezza.
E che cosa vuol dire Gesù se non Salvatore?
Dunque, o buon Gesù, sii per te stesso Gesù a noi: e tu che desti il
principio della dolcezza, cioè la fede, dacci la speranza e la Carità,
affinché, vivendo e morendo, per mezzo di essa meritiamo di giungere a
te.
Il Cristo ha detto: Il Padre ha lasciato al Figlio ogni giudizio.
Egli che ci ha creati e redenti, egli ci giudicherà tutti.
Nessuno più umile e più paziente del Cristo quando veniva flagellato, coronato di spine e percosso con mazze.
Ma nessuno sarà più forte di Lui quando con sentenza irrevocabile,
precipiterà nell'inferno il diavolo con tutti i suoi seguaci.
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![]() Mercoledì 30 Maggio 2007 Il 19 ottobre 2003 Madre Teresa di Calcutta è stata beatificata nella Basilica di San Pietro dal Santo Padre Papa Giovanni Paolo II. La sua vita è nota. Ricordiamo solo che negli anni 1976 e 1978 Madre Teresa è venuta a Torino e ha visitato i luoghi di Don Bosco, incontrando i giovani allOratorio di Valdocco. È stata al SERMIG il Servizio Missionario Giovani di Ernesto Olivero, alla Santuario della Consolata, al Cottolengo a cui si è ispirata e ha meditato davanti alla Sindone in... Leggi tutto... |
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