| Dio è perfetto? |
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Motivi contrari Sembra che essere perfetto non convenga a Dio. Infatti: 1. Dire perfetto significa dire totalmente fatto. Ora se non conviene a Dio l'essere fatto, come gli converrebbe l'essere perfetto? 2. Dio è il primo principio di tutte le cose. Ora sembra che i princìpi delle cose siano imperfetti. Per esempio, le piante e gli animali hanno come principio il seme. Dunque Dio è imperfetto. 3. L'essenza di Dio è il suo stesso essere. Ma l'essere non è ciò che vi è di più imperfetto, dal momento che è ciò che vi è di più generico, atto a ricevere tutte le determinazioni del reale? Motivo a favore Nel vangelo è detto: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli » Risposta conclusiva Certi filosofi dell'antichità, come i Pitagorici e Speusippo - al dire di Aristotele' - si rifiutano di attribuire al primo principio la bontà e la perfezione assoluta. La ragione di ciò sta nel fatto che essi considerano solo il principio materiale delle cose e quest'ultimo è certamente ciò che vi è di più imperfetto. La materia infatti, in quanto tale, è in potenza. Perciò il principio materiale è per necessità massimamente in potenza e, quindi, sommamente imperfetto. Ma quando Dio è chiamato primo principio, non si pensa a un principio materiale. Egli è principio nella linea della causa efficiente. Ora tale principio è necessariamente perfettissimo giacché, se la materia come tale è in potenza, l'agente come tale è in atto. Quindi il primo principio attivo è attuale al massimo grado e - per conseguenza - sommamente perfetto. In effetti un essere è detto perfetto in proporzione della sua attualità, giacché perfetta è detta la cosa alla quale non manca nulla in rapporto alla sua perfezione. Risposta ai motivi contrari 1. Come dice san Gregorio, «noi parliamo delle grandezze di Dio, balbettando come possiamo». A rigore, ciò che non è fatto, non potrebbe esser chiamato perfetto, ma - siccome tra le cose che si fanno si dice perfetta quella che è passata completamente dalla potenza all'atto – noi usiamo la stessa parola perfetto per indicare qualsiasi cosa alla quale non manchi nulla della pienezza del suo essere, quale che sia il modo di aver ottenuta quella pienezza. 2. È vero che nel nostro mondo i princìpi delle cose sono imperfetti, se intesi come princìpi materiali di esse. Ma il principio materiale non può esser considerato come assolutamente primo. La sua esistenza non può che essere preceduta da un principio immateriale e questo è perfetto. Infatti il seme - sebbene sia il principio dell'animale generato dal seme - presuppone un animale o una pianta da cui si sia staccato. E in realtà, prima della cosa in potenza ci deve essere la cosa in atto, giacché l'essere in potenza non passa all'atto se non per mezzo di un ente in atto. 3. Si sbaglia quando si chiama l'essere una realtà imperfetta. Esso è la realtà più perfetta, perché rispetto a tutte le altre si pone come atto. Niente infatti ha l'attualità se non in quanto è. Perciò l'essere stesso è l'attualità di tutte le cose, anche delle stesse forme'. Esso quindi non sta in rapporto alle altre cose come il ricevente è in rapporto al ricevuto, ma piuttosto come il ricevuto al ricevente. Infatti, se di un uomo, di un cavallo o di qualsiasi altra cosa dico che è, l'essere stesso è considerato come principio formale e come elemento ricevuto, non come natura alla quale si aggiunga l'esistenza.
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![]() Venerdì 27 Luglio 2007 Ricorrendo i 1300 anni dalla fondazione dellabbazia benedettina di San Genuario, lAssociazione Culturale Franco Francese di Crescentino ha promosso una serie di manifestazioni dedicate allavvenimento. In particolare è stato organizzato un convegno dal titolo 1300 anni dopo: vita, splendore e decadenza di una grande abbazia benedettina San Genuario di Lucedio. Altre iniziative sono in programma nel prossimo mese di ottobre. Il luogo dove sorge labbazia risulta fosse abitato... Leggi tutto... |
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